ITA   |   ENG
Vigna di Leonardo

Il progetto scientifico

La vigna di Leonardo da Vinci rinasce con Expo 2015, per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di casa degli Atellani, grazie agli studi dell’enologo Luca Maroni e al contributo decisivo della genetista Serena Imazio e del professor Attilio Scienza, massimo esperto del DNA della vite.

Studiando e confrontando gli atti notarili e i documenti rinascimentali, nel 1920 Luca Beltrami aveva rintracciato l’esatta ubicazione della vigna e ne aveva fotografato i filari, a futura memoria, in fondo al giardino di casa degli Atellani: prima che venissero distrutti da un incendio e dai disastri dell’urbanistica, prima che i resti fossero coperti dalle macerie dei bombardamenti di guerra.

Scavando nel sito individuato da Beltrami sono stati ritrovati e riportati alla luce i camminamenti di quei filari e, con il supporto del pedologo Rodolfo Minelli, lo strato del terreno è stato preparato ad accogliere il nuovo impianto della nuova vite. Perché la vigna rinascesse era però necessario scoprire, nel modo più accurato possibile, quale fosse il vitigno coltivato da Leonardo.

Gli studiosi della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano hanno analizzato in laboratorio alcuni campioni di materiale organico isolati durante gli scavi, non a caso appartenenti tutti alla specie vitis vinifera, la cosiddetta vite comune euroasiatica. Combinando le analisi condotte sui campioni è stato possibile ricostruire il profilo genetico completo del vitigno, in seguito confrontato con analoghi profili relativi a varietà già coltivate ai tempi di Leonardo. Fra questi, il vitigno di Leonardo appare assai vicino a un rappresentante del gruppo delle Malvasie, molto popolare all’epoca: la Malvasia di Candia Aromatica.

Nel frattempo l’Università di Milano ha prodotto in serra sessanta viti a piede americano, tali da avere la dimensione sufficiente al momento dell’innesto e della successiva piantumazione in loco.Nello stesso luogo dove è esistita per più di quattro secoli, nel rispetto dei filari originari e del vitigno scientificamente rintracciato, Expo 2015 assiste così alla rinascita della vigna di Leonardo da Vinci.

{cbcookies/messageQuesto sito utilizza cookie tecnici per le proprie funzionalità. Facendo clic su accetto, acconsenti all’uso dei cookie.}  Accetto